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Etruria Follonica senza patemi vola in semifinale


Pochi compromessi, tanta sostanza e l’accesso immediato alle semifinali. Gara 2 fra Consorzio Etruria Follonica e Sorgenti Camonda Breganze si decide a metà del primo tempo, quando diventa lampante che i rossoneri poco altro possono chiedere al campionato se non di uscire con l’onore delle armi.

Scritto da Michele Nannini - Pubblicato il 04/05/2008
CONSORZIO ETRURIA FOLLONICA: Guillerme Da Silva (Andrea Tosi), David Farran, Alberto Michielon, Alessandro Michielon, Enrico Mariotti, Mirko Bertolucci, Alessandro Bertolucci, Marc Pallares. Allenatore Massimo Mariotti.
SORGENTI CAMONDA BREGANZE: Luca Ventra (Riccardo Gnata), Alessandro Rizzato, Pablo Jara, Tiziano Pigato, Enrico Giaretta, Alberto Peripolli, Mattia Clavero, Gonzalo Gomez, Pierluigi Bresciani. Allenatore Tiziano Cogo.
ARBITRI: Rotelli di Viareggio ed Andrisani di Matera.
RETI: p.t. al 3’ Mariotti, al 12’30 Ale. Michielon, al 18’ Ale. Bertolucci, al 24’ Farran; s.t. al 4’ Gomez, al 5’ Farran.
NOTE: spettatori 500, espulso Jara.

Per gli azzurri di Massimo Mariotti un 5-1 che disegna alla perfezione l’andamento della sfida in campo, con pochi patemi d’animo e tanta voglia di proseguire in una post season mai così intensa come in questa stagione.
Poco pubblico sugli spalti (speriamo non sia un segnale), ma in pista la voglia di fare bene c’è tutta e si vede dal primo all’ultimo dei giocatori. Il tecnico del Golfo pratica il turn over con precisione cronometrica, parte con il solito quintetto ma lascia spazio a ogni singolo elemento del roster e il risultato non cambia. Follonica che controlla, ogni zona del campo e ogni azione, lascia gli spazi al Breganze quando sa di poterlo fare senza troppi problemi e, soprattutto, dimostra una crescita fisica e di gioco evidente rispetto alle ultime settimane forse un po’ imballate dai richiami della preparazione. La regia di Enrico Mariotti è precisa ed efficace, il movimento di Mirko Bertolucci una spina nel fianco di Pigato e compagni, le geometrie dei Gemelloni producono a Ventra più di un giramento di testa. Inevitabile al 3’, prima grande occasione dopo un paio di spunti di riscaldamento, il vantaggio del capitano che prima recupera palla poi chiede l’assist a Bertolucci e infine sbatte senza complimenti la pallina alle spalle di Ventra. La tattica del Breganze passa tutta dalla profondità che Jara e Gomez cercano di dare alla manovra, spingendo Peripolli a farsi strada nel traffico dell’area di rigore, ma di spazi ce ne sono pochi e a Silva basta l’ordinaria amministrazione per evitare qualsiasi problema. Invece l’estremo ospite deve rimanere sveglio, e parecchio, per arginare le azioni del Golfo: se al 12’ respinge un preciso rovescio al volo di Bertolucci poco dopo non può nulla sulla combinazione Alberto-Alessandro Michielon che infila la disattenta difesa ospite. Ma la standing ovation è quella per Ale Bertolucci che alza e schiaccia al volo da tre quarti pista in mezzo a due avversari insaccando un gol da cineteca dell’hockey. Breganze non pervenuto, forse già col pensiero alle infradito estive, schiacciato anche dalla doppietta di Farran che chiude il discorso a fine del primo tempo, preciso fendente da fuori, e al 5’ della ripresa in contropiede. Unico squillo rossonero il sigillo di Gomez che rimarrà come l’ultima rete veneta in una stagione comunque piacevole e che difficilmente poteva regalare altre emozioni.
“Abbiamo centrato il primo obiettivo di questi play off, l’accesso alla semifinale in sole due gare – il commento di Massimo Mariotti a fine partita – un successo meritato senza grande dispendio di energie fisiche o nervose. Stasera ho voluto dare un buon minutaggio a tutta la squadra e i ragazzi si sono mossi bene in campo. Di certo non è stata una partita nella quale abbiamo spinto molto, forse anche poco spettacolare, ma quello che conta è andare avanti per centrare l’obiettivo finale. Di sicuro conta molto anche l’ambiente in cui ti ritrovi a giocare, e stasera per essere un quarto di finale dei play off forse non c’era il pubblico che solitamente eravamo abituati a vedere sugli spalti: non vorrei che qualcuno si abituasse a dare tutto per scontato”.
Martedì uscirà l’avversario fra Trissino e Valdagno, poi semifinale con il Follonica che continua a crescere atleticamente e mentalmente. “Ho giocato a ottimi livelli per 27 anni, fo l’allenatore da 9 e negli ultimi otto sono sempre andato in finale, senza troppa presunzione credo ormai di capirne qualcosa…” chiude Mariotti non senza una vena polemica. Chi vuol capire, forse, l’ha già fatto.

Michele Nannini
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